Il cinema di Yorgos Lanthimos: dall’underground greco agli Oscar
In una stagione cinematografica dominata da produzioni di grande calibro, spicca il nome di Yorgos Lanthimos, regista greco che si è distinto per la particolarità delle sue opere. Con l’uscita di “Povere creature!” nelle sale italiane, la pellicola si afferma come una delle più candidate agli Oscar di quest’anno, consolidando la fama del regista sul panorama internazionale.
Lanthimos, cinquantenne, ha costruito una filmografia di sette lungometraggi distintamente riconoscibili come suoi, con una particolarità: eccezion fatta per il suo esordio “Kinetta”, ogni suo successivo lavoro ha ottenuto riconoscimenti in uno dei due festival cinematografici più prestigiosi, Venezia o Cannes. “Povere creature!” non fa eccezione, avendo vinto il Leone d’Oro all’ultimo festival di Venezia.
Un’autorialità che ha segnato un’epoca
L’opera di Lanthimos non è solo apprezzata dalla critica, ma ha anche saputo catturare l’attenzione del pubblico, arrivando a influenzare significativamente il cinema europeo e, con qualche resistenza, anche quello statunitense. Il suo successo si radica negli anni di crisi economica greca, offrendo un nuovo linguaggio cinematografico che riflette una marcata sfiducia nelle istituzioni e nelle forme di potere, attraverso uno stile che incarna il disagio e l’improbabilità nella quotidianità.
I primi tre film di Lanthimos, tutti prodotti in Grecia, si distinguono per la capacità di esprimere un umorismo cinico e originale, criticando istituzioni come la famiglia e lo stato. Nonostante il regista abbia rifiutato l’etichetta di “deadpan” riportata dal New York Times, le sue opere mantengono una caratteristica emozionalità moderata, lontana dai toni melodrammatici.
Le difficoltà di una cinematografia nazionale
In Grecia, l’assenza di un’industria cinematografica strutturata ha obbligato i registi come Lanthimos a percorrere strade indipendenti, spesso autofinanziandosi. Questo ha portato a lavori a budget ridotto, destinati ai circuiti festivalieri, i quali, in caso di successo, possono generare profitti significativi dalle vendite internazionali.
Dai video musicali e spot pubblicitari alle pellicole d’autore, Lanthimos ha sviluppato un cinema di scrittura in collaborazione con Efthymis Filippou, distinguendosi per la mancanza di quella sintesi e quel ritmo che spesso caratterizzano il linguaggio pubblicitario. “Dogtooth” e “Alps” sono chiari esempi di questo percorso, ottenendo rispettivamente premi a Cannes e a Venezia per la loro originalità.
La svolta internazionale
Il suo quinto film, “The Lobster”, segna una svolta significativa: girato in inglese, con un cast di celebrità internazionali, ha permesso una maggiore circolazione e visibilità dell’opera di Lanthimos. La libertà creativa offerta agli attori, un segno distintivo del suo metodo, ha contribuito a formare una narrazione basata sull’interpretazione oltre che sulla sceneggiatura.
Con “Il sacrificio del cervo sacro” e “La favorita”, Lanthimos ha ampliato il proprio pubblico, attenuando l’asprezza delle sue prime opere e adottando una struttura narrativa più convenzionale senza però rinunciare all’originalità e al suo humor nero. “La favorita” in particolare, con un approccio più convenzionale ma non privo di peculiarità, ha segnato una fase di maggiore accessibilità del suo cinema.
“Povere creature!” e il successo continuato
“Povere creature!”, con un budget incrementato a 35 milioni di dollari, ha confermato l’abilità di Lanthimos di attrarre l’interesse con storie originali e provocatorie. La pellicola, tratta dal romanzo omonimo di Alasdair Gray, si distingue per un’estetica lontana dal naturalismo precedente, con costumi e scenografie che enfatizzano un mondo fantastico, mantenendo il tono provocatorio che ha contraddistinto il regista fin dalle sue origini.
Il successo di “La favorita” agli Oscar, con dieci candidature e la vittoria di Olivia Colman come miglior attrice, ha consolidato ulteriormente la posizione di Lanthimos nel cinema internazionale. Il medesimo schema produttivo è stato adottato per “Povere creature!”, dimostrando come un approccio autoriale possa coesistere con le logiche di produzione e distribuzione più ampie.
Progetti futuri e ritorno alle origini
Per quanto riguarda il futuro, “Kind of Kindness” è già in fase di montaggio, ancora una volta con la partecipazione di Emma Stone nel cast e con la collaborazione di Efthymis Filippou nella scrittura. Questo nuovo progetto, che narra tre storie ambientate negli Stati Uniti contemporanei, sembra suggerire un ritorno agli elementi narrativi dei primi film del regista, pur mantenendo la scala internazionale che ha contraddistinto i suoi lavori più recenti.
Il percorso di Yorgos Lanthimos è un esempio di come un’arte cinematografica radicata in una realtà nazionale e indipendente possa trasformarsi e imporsi su scala mondiale, mantenendo una voce autoriale distintiva e influente.
