Continuano i Bombardamenti su Gaza nonostante i Tentativi di Tregua
In una giornata segnata da intensi attacchi aerei, la Striscia di Gaza è rimasta sotto il fuoco degli F-16 e dei droni israeliani. Le bombe ad alto potenziale hanno colpito il campo profughi di Nuseirat, considerato da Israele una roccaforte di uno dei battaglioni di Hamas nell’area centrale della Striscia. Il bilancio è tragico: numerosi morti e feriti sono stati estratti dalle macerie in diverse aree, tra cui via Ahmed Yassin nella zona di Al-Saftawi, e una casa vicino alla stazione di polizia in via Salah al Din.
Colpiti Edifici Religiosi e Aree Residenziali
Gli attacchi non hanno risparmiato nemmeno i luoghi di culto. La moschea di Al Fukhari, a est di Khan Younis, è stata gravemente danneggiata, così come le località di al Mughraqa e az-Zahra. L’artiglieria israeliana ha continuato a martellare le aree settentrionali di Beit Lahiya. In Cisgiordania, a Deir al Ghusoun (Tulkarem), cinque combattenti palestinesi sono stati uccisi in quella che Israele ha definito una ‘operazione antiterrorismo’.
Trattative al Cairo per una Tregua
Mentre i bombardamenti continuavano, una delegazione di Hamas è giunta al Cairo per discutere una proposta di tregua con Israele. Le indiscrezioni, riportate inizialmente dal giornale saudita Sharq e confermate da media israeliani e palestinesi, indicano che Hamas sarebbe disposto ad accettare la proposta egiziana per un cessate il fuoco. La bozza di intesa prevede tre fasi: nella prima fase, Hamas rilascerà 33 dei circa 130 ostaggi israeliani; nella seconda, gli altri ostaggi vivi; nella terza, ci sarà uno scambio di salme tra le due parti.
Problemi nell’Accordo di Tregua
La proposta di tregua include anche la liberazione di un numero ancora indefinito di prigionieri palestinesi. Tra i nomi ipotizzati c’è quello di Marwan Barghouti, il ‘Mandela palestinese’, che potrebbe essere trasferito a Gaza in una sorta di confino. Tuttavia, il nodo principale resta la durata della tregua. Hamas chiede un cessate il fuoco permanente, ma Israele esclude questa possibilità. Funzionari governativi israeliani hanno dichiarato che una delegazione israeliana andrà al Cairo solo se Hamas offrirà una risposta concreta per i negoziati.
La Parola agli Esperti
Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha sottolineato che tra la tregua e la popolazione di Gaza ‘c’è solo Hamas’. Anche l’Egitto e il Qatar hanno esercitato pressioni sulla leadership politica di Hamas. Israele, da parte sua, ha annunciato che attaccherà la città di Rafah con o senza la liberazione degli ostaggi. Un dirigente israeliano ha dichiarato al Times of Israel: ‘Come deciso dai vertici politici, l’esercito entrerà a Rafah e distruggerà i rimanenti battaglioni di Hamas’.
Proteste e Reazioni
Le dichiarazioni israeliane hanno suscitato reazioni contrastanti. I ministri dell’estrema destra, Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, sostengono una guerra infinita, mentre migliaia di israeliani sono scesi in strada a Tel Aviv e in altre città per chiedere la chiusura dell’accordo che riporterebbe a casa gli ostaggi. Da parte sua, un portavoce di Hamas, Taher Nunu, ha ribadito che qualsiasi accordo dovrà includere la fine completa e permanente dell’aggressione israeliana, il ritiro totale dell’occupazione dalla Striscia di Gaza, il ritorno degli sfollati alle loro case e un vero e proprio scambio di prigionieri.
Le Vittime tra i Palestinesi
La situazione a Gaza resta drammatica. Il ministero della sanità palestinese ha riportato che 34.654 palestinesi sono stati uccisi dall’inizio dell’offensiva israeliana, scattata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre. Tra le vittime ci sono oltre 100 giornalisti e operatori dell’informazione. Israele nega di prendere di mira i reporter, ma spesso li descrive come collusi con Hamas e altre ‘organizzazioni terroristiche’.
Il Caso di Hamza Dahdouh e Mustafa Thuraya
Un caso emblematico è quello di Hamza Dahdouh, figlio del noto giornalista Wael Dahdouh di Al Jazeera, e dell’operatore di droni Mustafa Thuraya. Entrambi sono stati uccisi a gennaio da un drone militare israeliano. Secondo Israele, Thuraya apparteneva ad Hamas e Dahdouh al Jihad islamico, e stavano monitorando i movimenti delle truppe israeliane. Tuttavia, il Washington Post ha pubblicato le immagini girate da Thuraya che contraddicono la versione israeliana, sollevando interrogativi sul motivo per cui i giornalisti sono stati presi di mira.
Dahdouh aveva ottenuto proprio da Israele il permesso di uscire da Gaza, un raro privilegio che difficilmente sarebbe stato concesso a un militante di Hamas o del Jihad.
