A tre anni solo sullo scuolabus: il caso di Mattia
A tre anni resta da solo sullo scuolabus per quasi due ore – Raccontiamola nel dettaglio.
Quella che doveva essere una giornata come tutte le altre si è trasformata in un momento di paura e apprensione per un piccolo bambino di tre anni di Gambassi Terme. Mattia, nome di fantasia adottato per proteggere la sua privacy, è stato dimenticato sullo scuolabus, lasciato da solo per un’ora e mezzo. Una situazione che avrebbe potuto avere esiti ben più gravi se non fosse stato per l’intervento tempestivo di una donna di passaggio.
La scoperta di Mattia sul pulmino
“Richiamata dal suono insistente del clacson, la signora si è avvicinata e ha visto mio figlio che le indicava il portellone. Voleva uscire”, racconta con voce ferma la madre di Mattia. Questo episodio solleva interrogativi sull’efficacia e sulla sicurezza del sistema di trasporto scolastico, nonché sulla responsabilità degli adulti preposti alla custodia dei bambini. La vulnerabilità dei più piccoli e la necessità di una sorveglianza costante emergono con forza in situazioni come queste.
La reazione delle autorità e la ricerca dell’eroe per caso
Il Comune di Gambassi Terme ha preso posizione immediatamente dopo l’accaduto. “Appena avuta la notizia, l’amministrazione e gli uffici preposti si sono immediatamente attivati per individuare le responsabilità. La ditta che ha in gestione il servizio di trasporto scolastico si è dimostrata disponibile a collaborare. Ci riserviamo di agire nei modi e nelle sedi opportune affinché non si ripetano più fatti come questi”. Mentre l’indagine per chiarire le dinamiche del caso è in corso, la gratitudine per chi ha salvato Mattia cresce. “Vogliamo dire grazie a chi ha trovato il nostro Mattia. Lo ha salvato”, sottolinea la madre del bambino, evidenziando il ruolo determinante dell’intervento tempestivo di un estraneo nel garantire la sicurezza e il benessere del piccolo.
