La mostra su Picasso al Mudec: un viaggio nell’arte primitiva
A settant’anni dalla grande mostra a Palazzo Reale che per la prima volta riportò Guernica in Europa — dal 1939 era custodito al Moma di New York — , e a cinquant’anni dalla morte dell’artista più sovversivo del Novecento, Pablo Picasso torna protagonista del programma espositivo del Comune con ben due esposizioni e una performance
Una mostra che oggi apre al Mudec dedicata al rapporto fra il pittore spagnolo e l’arte primitiva, una che a settembre racconterà la sua eterna condizione di straniero grazie a prestiti del Museo Picasso di Parigi, e una performance dell’artista Ercole Pignatelli che a maggio ricorderà l’esposizione di Guernica in sala delle Cariatidi, dipingendo dal vivo una tela della stessa dimensione.
A onor del vero quella milanese è una festa in ritardo di un anno — erano rispettivamente il 1953 e il 1973 — , ma la celebrazione dovrebbe comunque soddisfare un pubblico che negli anni ha dimostrato un amore insaziabile per il fondatore del cubismo, perché le date, alla fine, sono solo una convenzione: quello che conta è il risultato, frutto di una diplomazia culturale che nel caso della mostra al Mudec ha coinvolto direttamente l’ambasciata di Spagna nelle trattative con i musei spagnoli da cui provengono le opere: la Fondazione Pablo Ruiz Picasso — Casa Natal di Malaga, il Museo Picasso di Barcellona e il Museo Reina Sofia di Madrid, oltre a numerosi collezionisti privati.
La metamorfosi della figura di Picasso attraverso l’arte primitiva
Curata da Malén Gual, conservatrice onoraria del Museo Picasso di Barcellona, insieme a Ricardo Ostalé, la mostra “Picasso. La metamorfosi della figura” racconta in che modo l’arte primitiva sia stata una delle principali fonti di ispirazione di Picasso fin dagli esordi francesi
Giunto a Parigi all’inizio del Novecento ancora artisticamente acerbo, l’artista scopre prima il Cabinet Iberique del Museo del Louvre (1906) con sculture di una potenza espressiva che lo impressionano fra arte iberica e archeologia egizia, poi l’arte africana e oceanica al Museo del Trocadéro (1907), ai tempi pressoché sconosciuta, incontrata per la prima volta durante una visita che lui stesso definì «rivoltante», eppure incredibilmente magnetica.
Il suo incontro con l’arte primitiva lo guida in un viaggio interiore in cui scopre che l’arte va al di là della ricerca della bellezza e della rappresentazione della realtà
In questa esposizione cercheremo di mostrare l’importanza di queste fonti di ispirazione sulla sua opera, dagli anni giovanili a Parigi e per tutta la sua prolifica vita. Per farlo i curatori Gual e Ostalé hanno realizzato un percorso per il Museo delle Culture che accosta, sala dopo sala, l’incessante ricerca artistica del maestro a una serie di sculture provenienti da collezioni etnografiche, fra cui alcune opere uscite per l’occasione dai depositi del museo milanese e cinque ex voto iberici comprati nel tempo dallo stesso Picasso, a sua volta grande collezionista.
Suddivisa in sei sezioni, la mostra copre l’intera produzione del genio andaluso, estremamente sintetizzata in una quarantina di opere. Grande spazio è dedicato alle 26 pagine del prezioso Quaderno n. 7, uno dei 15 che raccolgono gli studi preparatori delle figure femminili di Les Demoiselles d’Avignon del 1906-1907 (al Moma di New York), affiancate al bellissimo Femme nue, capolavoro delle collezioni civiche in custodia al Museo del Novecento, che ne anticipò il linguaggio. Seguono una selezione di dipinti del periodo cubista e una decina di teste di donna degli anni Venti quando l’artista ricorse alla metamorfosi della figura, con forme dissociate, semplificate e liberamente ricomposte come un puzzle, fino allo straordinario Nudo appoggiato del 1961 dove persiste ancora il fascino del primitivismo. Il percorso, allestito con colori accesi e tappezzerie che riproducono a pattern alcuni motivi dei quadri più famosi, termina con una serie di sculture realizzate da artisti africani contemporanei, omaggio a colui che per primo ha valorizzato una cultura allora considerata esotica.
